Poesie di Charles Bukowski



*** ancoraBukowski ***

domenica, novembre 29, 2009

qualcuno di voi ha visto questo film?
se sì che ne pensate?

mercoledì, novembre 25, 2009



Da Herr Gutenberg a Mr. Google

qualcuno ci vuole andare con me? (chiusura con omaggio di Alessandro Haber a Charles Bukowski)
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bah

blade: trinity
niente di speciale. terzo capitolo della saga di Blade (altro eroe marvel). questa volta addirittura contro Dracula! vabbè che Blade è un ammazzavampiri, ma mettergli contro Dracula mi sembra troppo! ai posteri l'ardua sentenza.
postato da stone alle 02:18 | link | commenti (7)
bah


domenica, novembre 22, 2009

 

 

Xmen le origini: Wolverine

puntata della serie xmen dedicata al "ghiottone" (significato di wolverine) cofinanziata da hugh jackman. l'ho visto molto tempo fa e non lo ricordo molto bene, però mi ha deluso un po'. ,i aspettavo di più, a quanto pare. e a quanto pare ci sarà anche un seguito. non ci resta che aspettare e sperare.

fantastiche le ambientazioni in cui si rifugia Logan (non ancora wolverine). una specie di gigantesco bosco.nella casa dei miei sogni con una splendida donna che gli narra antiche leggende celtiche. il sogno della mia vita praticamente. e forse di tutti gli amanti del vecchio wolverine. tutti un po' burberi e un po' misantropi. forse anche un po' troppo misantropi.

postato da stone alle 10:04 | link | commenti (2)
bah , teste rasate incazzate


giovedì, novembre 19, 2009

C'era una volta in America
la fiaba, cari piccini, ci narra delle avventure ( e disavventure) di quattro delinquenti (ebrei credo - "ah questi dannati ebrei" direbbero le teste rasate incazzate) che prima danno fuoco a un'edicola, poi ammazzano il diretto gangster che stava sopra di loro, poi ammazzano dei mafiosi per rubargli degli splendidi diamanti luccicosi. tra una burla e l'altra ci scappano anche due violenze carnali. solo per voi piccini miei adorati giovani d'oggi figli della playstation. solo. per. voi.
morale della favola:
il crimine paga.
buonanotte piccini. sogni d'oro!

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mafia, bah , teste rasate incazzate, camicie rosse


martedì, novembre 17, 2009

the island
fantascienza del 2005. niente di speciale. però apprezzabile. ottimo uso dell'idea della clonazione umana. superba l'interpretazione dello scienziato pazzo di sean bean. finale emozionante. un modo carino per passare 136 minuti.
p.s.
idea rubata (o magari condivisa) a matrix per quanto riguarda la visione compulsiva di una razza umana schiavizzata sotto forma di pile elettroniche rigeneranti.
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bah , teste rasate incazzate


lunedì, novembre 16, 2009

Amadeus
capolavoro di Milos Forman. c'è Salieri e c'è Mozart. grossa ribalità tra i due. le vicende storiche sono riviste in maniera un po' fantasiosa. comunque il ritmo è incalzante e non ci si annoia mai (nemmeno se lo si guarda in piena notte come ho appena fatto). beh che dire. speriamo bene.
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bah


sabato, novembre 14, 2009

Un chien andalou
Autopsia di un cane andaluso  
di Matteo Contin   


Un occhio tagliato e un uomo che cade dalla bicicletta. Una mano piena di formiche e poi ritrovata in mezzo a una strada. Ma soprattutto un cane andaluso che non compare mai se non nel titolo. Tutto questo e molto di piu’ si puo’ trovare solo in un unico film: Un cane andaluso di Luis Bunuel e Salvador Dali’. Scusate, ci vorrebbe pero’ una precisazione. Non e’ un lungometraggio, ma un semplice cortometraggio di sedici minuti girato nel lontano 1929 che ha cambiato al pari di grandi capolavori la storia del cinema. Avviamo l’autopsia.

LE ZAMPE DEL CANE
Il film nasce dall’incontro di due sogni, uno di Bunuel (l’occhio tagliato) e uno di Dali’ (la mano con le formiche). I due decidono cosi’ di partire dai due sogni per realizzare un film, fatto da un insieme di immagini scoordinate e con nessun legame razionale. Nell’arco di una settimana la sceneggiatura e’ finita. I due lavorano assiduamente per creare continue immagini irrazionali, attraverso quello che oggi noi chiameremo brainstorming. Alla fine compresero pero’ come il film non sarebbe mai stato accettato da una casa di produzione proprio a causa delle continue provocazioni contenute e della sua totale inconsuetudine. Per questo Bunuel chiede un prestito a sua madre, in modo da produrre il film in proprio. Un chien andalou (questo il titolo originale) viene girato in una quindicina di giorni nei teatri di posa di Billancourt, utilizzando attori non professionisti (amici, fidanzate, colleghi, gli stessi autori). Successivamente viene montato e il film e’ definitivamente pronto. E adesso? Adesso arriva Man Ray che presenta Bunuel al gruppo dei surrealisti. Il regista si rende subito conto di come Un cane andaluso sia un film profondamente surrealista, nato quasi per caso ma, stranamente influenzato dalle idee dei surrealisti (ulteriore sintomo di un movimento nato non sotto un manifesto ma sotto una forma artistica quasi innata nelle menti degli artisti che li portava a produzioni irrazionali e istintive). Dopo una visione privata con Ray, venne deciso di organizzare una prima. Nella sala vi erano oltre al gruppo dei surrealisti, una serie di famosi artisti (tra cui Picasso, Cocteau e Le Corbusier), per non dimenticare la serie infinita di aristocratici e altre personalita’ influenti nella vita artistica parigina. Il film, nonostante le aspettative catastrofiche di un Bunuel memore del fiasco di un altro film surrealista “La coquille et le clergyman” di Germaine Dulac, colpisce a tal punto gli spettatori che li portera’ ad applaudire a lungo i due registi di questa nuova opera surrealista.

IL CORPO DEL CANE
Nel cane ci sono diverse parti, come in ogni essere vivente. Come nelle piante e negli uomini, come in tutto. Il corpo di questo cane e’ fatto di immagini. Immagini che non sono la raffigurazione di una realta’, ma pura e semplice invenzione inconscia di visioni da sogno. Il corpo di questo cane e’ un corpo di immagini surreali, ben lontane da quello che noi oggi definiamo tale. Il termine “surreale” infatti e’ usato oggi per descrivere lavori artistici percorsi da una sottile vena di follia, ironia e malinconia, il tutto corredato da un apparato scenico sfarzoso e un po’ kitsch. Un corpo surreale “diverso” dunque, percorso sempre dalla tradizionale ironia e gusto per la critica sociale ma completamente immerso in una vasca piena di gusto per il macabro, per l’orrore. Ma ogni corpo e’ composto da diversi elementi congiunti tra loro. Cosi’ come il femore di un uomo e’ attaccato per ragioni a noi poco chiare all’articolazione coxo-femorale, le scene de “Un cane andaluso” sono collegate fra loro tramite un processo irrazionale per noi ma completamente logico in tutta l’illogicita’ del nostro inconscio.

_Il etait un fois_ Un uomo affila un rasoio, davanti alla luna passano delle nuvole. L’uomo si avvicina ad una donna e, col rasoio, le taglia l’occhio.

_Huit ans apres_ un uomo pedala per le vie di una citta’. Porta appesa al collo una scatola: Nel mentre una donna che legge si affaccia alla finestra di casa sua e vede un uomo cadere. Scesa di fretta, lo abbraccia e lo bacia. Tornati su, lei ricompone i vestiti dell’uomo sul letto mentre egli e’ fuori dalla porta che osserva il palmo della sua mano pieno di formiche. La scatola che l’uomo portava al collo, ricompare nelle mani di uno strano individuo meta’ uomo e meta’ donna, che guarda circondato da una folla inferocita, una mano mozzata. Un vigile consegna all’ermafrodito la mano che lui prontamente rinchiude nella scatola. Poi viene investito da un’automobile sotto lo sguardo allucinato dell’uomo alla finestra. Dopo l’avvenimento, l’uomo si avventa sulla ragazza cominciando a toccarle i seni. La donna si ribella e afferra un oggetto per difendersi ma l’uomo, preso da una straordinaria foga, comincia a trascinare due pianoforti su cui e’ appoggiato un bue squartato. Alla corda usata per trascinare i pianoforti sono appesi due giovani seminaristi. La donna fugge cosi’ in un’altra stanza e chiude nella porta la mano ancora piena di formiche dell’uomo che aveva ripreso ad inseguirla. Pero’ nella stanza dove e’ appena entrata la donna, l’uomo e’ disteso sul letto dove i suoi vestiti erano stati ricomposti.

_A trois heures du matin_ uno sconosciuto bussa alla porta, che viene aperta dall’uomo della bicicletta. I due cominciano litigare furiosamente fino a quando lo sconosciuto getta dalla finestra alcuni oggetti appartenenti all’uomo della bicicletta.

_Seize ans avant_ lo sconosciuto prende un libro da un banco di scuola e lo porge all’altro uomo. Il libro nelle sue mani si trasforma in una pistola. L’uomo allora cambia repentinamente i suoi atteggiamenti verso lo sconosciuto, diventando talmente furioso da sparargli. Lo sconosciuto finisce inaspettatamente di vivere in un parco, ignorato dai passanti. Intanto la donna vede sul muro una falena sul cui corpo spicca la riproduzione di un teschio. L’uomo nel mentre si tappa la bocca con la mano ma, quando la toglie, la sua bocca e’ scomparsa. Al suo posto vi sono i peli scomparsi dall’ascella della donna. La donna esce dalla stanza e si affaccia su una spiaggia. Li’ vi trova l’uomo della bicicletta e si abbracciano passeggiando serenamente.

_Au printemps_ questa e’ la scritta che compare come un’insegna sopra la coppia sdraiata sulla sabbia.

LA TESTA DEL CANE
Conoscere il corpo del cane non e’ pero’ sufficiente per comprenderlo. per fare cio’ dobbiamo conoscere la sua testa, quello che vuole dire. Ed e’ un’impresa impossibile, dico anticipandovi. Impossibile perche’ figlio diretto di un sogno, quindi, sogno esso stesso. E, come ben sappiamo, nemmeno noi possiamo sapere il vero significato dei nostri sogni. Possiamo solo provare ad interrogarci sul significato mettendo pero’ in conto di utilizzare gli elementi del nostro inconscio (che non e’ quello degli autori, ricordiamolo). Quello che esce fuori e’ quindi solo una mia interpretazione, che non sara’ uguale alla vostra e nemmeno alla loro. Col taglio dell’occhio ci viene suggerito di abbandonare la nostra visione standard delle cose, di non usare l’occhio, ma la mente, per comprendere l’opera. Le immagini che seguono sono un continuo affermarsi del tema principale che e’ quello della vita e della morte, circondato da un altro tema, quello dell’impulso sessuale. Attraverso le immagini riusciamo ad intravedere anche il tema del doppio (tradizionale nei surrealisti).

Nella scena in cui l’uomo trascina il pianoforte con bue squartato e seminaristi, il pianoforte rappresenta la societa’ snob e aristocratica della Parigi dell’epoca, il bue e’ la societa’ consumistica e capitalista, i due seminaristi rappresentano palesemente l’istituzione clericale mentre l’uomo non e altro che l’artista, che per continuare a creare, a far vivere la sua arte, deve trascinarsi dietro con enorme fatica tutto questo. Simile e’ anche la scena dell’uomo senza bocca, che mette in luce la difficolta’ dell’artista di esprimersi liberamente in una societa’ opportunista e ipocrita.

IL PELO DEL CANE
Cio’ di cui e’ ricoperto il cane, mi sembra scontato. Ed e’ un cane ricoperto da un pelo rozzo e anche, perche’ no, sporco. Un pelo che e’ anche un modo di riprendere, una regia, una messa in scena, che ricoprono insieme quello che il cane e’ dentro. Dicevamo che la regia e’ sporca, con evidenti errori. Ma non dobbiamo scordarci che il cinema all’epoca era ancora cinema sperimentale e tutto veniva fatto provando, a tentativi. Per quanto pero’ il pelo sia sporco, vi possiamo trovare delle ottime intuizioni registiche. I cambiamenti di punto di vista, le sovrimpressioni, le sfocature, i rovesciamenti dell'inquadratura non fanno altro che arricchire la visionarieta’ del racconto, aumentando cosi’ la tensione della narrazione.

LO STOMACO DEL CANE
Nello stomaco troviamo tutto quello che il cane ha digerito per diventare quello che e’. E come possiamo non citare nella numerosa lista delle fagocitazioni il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud? Molto e stato scritto sui legami tra psicanalisi e surrealismo, e molto altro ancora verra’ scritto. Quello pero’ che mi pare doveroso evidenziare e’ di come il surrealismo come movimento artistico diventi lo stesso Freud. Perche’, come egli ha fatto con i suoi studi, il surrealismo cerca di smascherare l’Io per svelare la continua formazione dei desideri e degli impulsi che comandano le nostre azioni ma di cui la nostra ragione non e’ a conoscenza.

LA CODA DEL CANE
Non c’e’ solo la fine nella coda del cane. Ma soprattutto le citazioni di questo film che possiamo trovare nelle pellicole degli ultimi anni, segno dell’importanza se non altro iconica del lavoro di Bunuel e Dali’. Possiamo cominciare dall’uomo senza bocca presente anche nella trilogia di “Matrix”, per poi continuare con la farfalla col teschio presente nella locandina del thriller Il silenzio degli innocenti. Si puo’ trovare dell’altro anche nel filmato della videocassetta presente nell’horror The ring. Bisogna pero’ dire che, sebbene non vi siano altre citazioni dirette, Un cane andaluso ha influenzato e influenza ancora gran parte della cinematografia (soprattutto quelle europea).

Sembra che tutto possa finire qui. E notare che nel film non c’e’ nemmeno un cane.

postato da stone alle 03:08 | link | commenti (2)
bah


venerdì, novembre 13, 2009

L'age d'or
altro film di Bunuel che vi ripropongo. anche questo (il suo secondo - è del 1930) fatto insieme a Salvador Dalì. tutto molto surreale, ma a volte con attacchi molto ben precisi, alle istituzioni della destra come chiesa, stato, famiglia. io non c'ho capito molto, ma la scena finale è molto violenta, tanto che per questa il film verrà vietato in Francia per 50 anni, farà distruggere dall'estrema destra la sala in cui il film verrà proiettato e terrà lontano dal grande circuito del cinema Bunuel fino al 1960. malgrado tutto il Nostro non si darà per vinto continuando sempre sulla sua cattiva strada.

martedì, novembre 10, 2009

Quell'oscuro oggetto del desiderio
dramma dell'amore. con fernando rey che cerca in tutti i modi di farsi una certa conchita che non gliela da mai. l'eterna storia dell'amor vince chi fugge.
il nano psicologo è il massimo del surrealismo insieme ad una scena in cui una religiosa tiene in braccio un maiale come se fosse un bambino.
postato da stone alle 21:15 | link | commenti (4)
chiesa, bah , camicie rosse


sabato, novembre 07, 2009

S. Darko
S sta per Samantha. Samantha è la sorella di Donnie. il film ha qualcosa di magico. di puro. che ci riporta ai bei tempi andati per noi vecchietti e fa sognare gli adolescenti. ma non c'entra un cazzo con "amore 14" e amenità simili. di sicuro è il film ideale per limonare con la propria ragazza. cosa effettivamente avvenuta in quasi ogni fila della sala. che romantici stè testine di cazzo... possano morì ammazzati!


nella foto la "regina delle nevi", ovvero, Samantha
postato da stone alle 01:36 | link | commenti (7)
bah


mercoledì, novembre 04, 2009

Il messaggero (the haunting in connecticut)
tratto da una storia vera. una casa infestata dagli spiriti. che cazzo c'è dietro tutto questo? sorpresa delle sorprese. l'intera casa ha i muri con al posto del cemento dei cadaveri i quali spiriti molestano i tranquilli abitanti della casa. bella la scena in cui il ragazzo sfascia i muri con decine di cadaveri che gli piombano addosso. mistero? realtà? chi lo sa. certo per la famigliola non deve essere stato molto divertente.
p.s.
durante la ripresa si sentivano delle presenze inquietanti come voci provenienti dall'aldilà (o dall'aldiquà?"ahò me lo passi quer panino o te lo finisci tutto?").
da vedere per i patiti dell'horror fantasmatico.
postato da stone alle 07:02 | link | commenti (4)
bah


martedì, novembre 03, 2009

drag me to hell
malgrado le bestemmie del gentil pubblico ("Ma porcu diu che cazzu te cacata ete?") seguite alla fine del film ,che tradivano una certa ripugnanza nei confronti del genere (che definirei horror comedy), a me il film è piaciuto. originale (anche se un po' semplice) la sceneggiatura. il film ricalca quel genere cominciato con "La casa 2" e seguito da "L'armata delle tenebre". insomma, un film divertente per passare una serata in allegria. però da non vedere assolutamente se non si conosce bene il genere! altrimenti finisce a bestemmie. o almeno, così è da me. magari da voi si limitano a dire "che brutto!".


nella foto la mitica vecchina
postato da stone alle 10:20 | link | commenti (4)
bah


domenica, novembre 01, 2009

eccomi. sono ritornato con le mie stronzate. approfitto di questo momento di lucidità per parlarvi de
Il fantasma dell'opera (di Dario Argento)
tratto dal romanzo di Leroux, il film s'incentra più sul macabro che su quell'atmosfera un po' onirica alla Joel Schumacher (autore di un altro riadattamento cinematografico del celeberrimo romanzo). che dire. a me è sembrata una cazzata. preferisco quello di schumacher.
postato da stone alle 06:24 | link | commenti (3)
bah









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