Poesie di Charles Bukowski



*** ancoraBukowski ***

venerdì, dicembre 30, 2005

Ho la prova che siamo telepatici:

Ambrogio Fogar

solo che non possiamo dirlo sennò ci prendono per pazzi.

aforisma:

Qualsiasi cosa può far diventar matta la gente poichè la società è fondata su basi false finchè non avremo ribaltato tutto, i manicomi resteranno pieni.

update 31/12/2005:

visto che Rasmus mi fa giustamente notare di non essere stato molto chiaro mi spiego meglio:

no praticamente è andata così(riguardo alla telepatia): mi stavo chiedendo chi era quell'esploratore italiano che aveva girato il mondo e che aveva fatto quella trasmissione televisiva("Robinson" mi pare si chiamasse)... ad un certo punto m'è comparso un mio amico e m'ha detto(sempre telepaticamente):"AMBROGIO FOGAR"... io non lo ricordavo per niente...

 

postato da stone alle 13:03 | link | commenti (6)



giovedì, dicembre 29, 2005

"Nihilism?"

Sgusciando fra muri soggettivi
vedo la luce in fondo
di un orizzonte non infettivo
che abbraccia tutto questo mondo.

postato da stone alle 16:34 | link | commenti (3)



mercoledì, dicembre 28, 2005

comunicazione di servizio:
mi sono iscritto a Bloggers for Equity su consiglio di Fulvia Leopardi(www.absinthlacasinista.splinder.com). E poi lei dice che non è buona.
Fatelo anche voi. Basta che cliccate qui e poi seguite le istruzioni:
http://www.bloggersforequity.org/
Praticamente si tratta di una forma di beneficenza da parte dei bloggerS.
Meditate gente, meditate...voi che vivete nel 6° paese col Pil più alto.
(Ormai la Cina è al 3° posto).

E a proposito di Cina vorrei ricollegarmi al post precedente a questo...
Mi ero chiesto...che fare?
Mao Tze Tung mi ha dato qualche risposta grazie al suo "Libretto Rosso":
"Portare la rivoluzione fino in fondo" (30 dicembre 1948), Opere scelte di MaoTse-tung, vol. IV.
(..) la rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo; non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza, è l'azione implacabile di una classe che abbatte il potere di un'altra classe.
***
"A proposito di un'inchiesta sul movimento contadino nello Hunan" (marzo 1927), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. I.

Ciang Kai-shek cerca costantemente di strappare al popolo anche la minima frazione di potere, il minimo vantaggio acquistato. E noi? La nostra politica consiste nel rispondergli colpo per colpo e nel batterci per ogni zolla di terra. Noi agiamo come lui. Ciang Kai-shek cerca costantemente di imporre al popolo la guerra, con una spada nella mano sinistra e un'altra spada nella destra. Seguendo il suo esempio, anche noi ricorriamo alle spade... E poiché Ciang Kai-shek ora sta affilando le sue spade, noi dobbiamo affilare le nostre.
[armi]
***
"La situazione e la nostra politica dopo la vittoria nella guerra di resistenza contro il Giappone" (13 agosto 1945), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.

Quali sono i nostri amici e quali i nostri nemici?
Per distinguere i veri amici dai veri nemici, occorre analizzare, nei suoi tratti generali, la situazione economica delle classi che compongono la società cinese e l'atteggiamento di ognuna di esse nei riguardi della rivoluzione.
[IL NOSTRO NEMICO POTREBBE ESSERE LA MAFIA]
***
"Le classi della società cinese" (marzo 1926), Opere scelte di Mao Tse-tunzg, vol. I.

(..) tutti i signori della guerra, i burocrati, i compradores e i grandi proprietari terrieri in collusione con gli imperialisti, così come la parte reazionaria degli intellettuali ad essi asservita, sono nostri nemici.
Tutto il semiproletariato e la piccola borghesia sono i nostri amici migliori.
Quanto alla media borghesia, sempre esitante, può esserci amica l'ala sinistra, e la destra nemica;
***
"Le classi detta società cinese" (marzo 1926). Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. I.

Colui che si allinea al fianco del popolo rivoluzionario è un rivoluzionario, mentre colui che si allinea al fianco dell'imperialismo, del feudalesimo e del capitalismo burocratico è un controrivoluzionario. Colui che si allinea al fianco del popolo rivoluzionario, ma soltanto a parole, e agisce altrimenti, è un rivoluzionario a parole; è un perfetto rivoluzionario colui che si allinea al fianco del popolo rivoluzionario non soltanto a parole ma anche coi suoi atti.
***
Discorso di chiusura alla Il sessione del I comitato nazionale della conferenza consultiva del Popolo cinese (23 giugno 1950).

Se veniamo attaccati dal nemico, è un bene, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una linea di demarcazione molto precisa tra noi e il nemico. E se quest'ultimo ci attacca con violenza, dipingendoci a fosche tinte e denigrando tutto ciò che noi facciamo, è meglio ancora, poiché ciò dimostra non soltanto che noi abbiamo tracciato una linea di demarcazione molto precisa tra noi e il nemico, ma anche che abbiamo conseguito un notevole successo nel nostro lavoro.
***
"Essere attaccati dal nemico è un bene, non un male" (26 maggio 1939).

Noi dobbiamo sostenere tutto ciò contro cui il nemico combatte, e combattere contro tutto ciò che il nemico sostiene.
***
Io esco un po' a meditare...

postato da stone alle 15:54 | link | commenti (3)



lunedì, dicembre 26, 2005

la questione è di capillare importanza. camminando per le strade di puglia qui ho notato un certo fermento rivoluzionario tra la gente. mi chiedo se, nell'eventualità, vi fosse un leader...un capo carismatico... sarebbe possibile una rivolta\rivoluzione? organizzarla ...mantenerla in vita...cambiare la società... oppure tutto questo rimane sempre e solo confinato tra note musicali amate dai più? è strano perchè un mondo diverso sarebbe possibile (ne sono certo...un giorno arriverà)...sarebbe possibile vivere liberi da condizionamenti d'ogni sorta e finalmente essere felici...bah...

ma cosa si dovrebbe fare? una rivolta armata? una rivoluzione in piena regola(tipo Lenin)? una rivoluzione pacifica(tipo Gesù Cristo)? tutto questo ovviamente per liberarci dal peso del male visto sotto tutte le sue svariate forme... che fare?

postato da stone alle 18:26 | link | commenti (7)
bah


venerdì, dicembre 23, 2005

oggi è morto un uomo, qui a Mafiopoli, ucciso per strada per una risibile somma di denaro. stasera poi vedo su canale 5 "La leggenda di al john e jack", su rete 4 Berlusconi e su La 7 Dell'Utri...e mi chiedo se tutto questo non sia un insulto a quello che è acaduto poco tempo fa a Fortugno nella locride. Celeberrima la frase di jack che dice a john "A te ti dovrebbero dare il premio nobel per la mafia".

MA COME CAZZO SI FA?

E' un insulto a TUTTI COLORO CHE COMBATTONO E SUBISCONO (E MUOIONO) GIORNO GIORNO LE OPPRESSIONI DELLA MAFIA

postato da stone alle 23:00 | link | commenti (3)



mercoledì, dicembre 21, 2005

A Mafiopoli oggi cercavo di trovare un parcheggio,  qui in paese. Mentre accompagnavo
mio nonno mi resi conto che c'era una macchina parcheggiata in seconda fila.
Pensavo mi volessero ammazzare ma mi stavo sbagliando. Poi parcheggio nella
sosta per gli handicappati e vado a fare il bigliettino per il parcheggio. Nel mezzo
incontro un amico che però non saluto essendo io un inguaribile romantico. Poi mio
nonno chiede a qualcuno dov'era il posto che cercava e si avvia verso l'obiettivo.
Poi vado a comprare le sigarette. Con fare dissoluto mi allontano dal posto. Lungo la
strada penso a quanto bello potrebbe essere tutto questo se non ci fosse la mafia. Perchè
c'è, ma non si vede. Durante il tragitto del ritorno continuo a pensare a mille puttanate
e a ridere da solo. Poi torno a casa. Metto su i Rage against the machine e mi chiedo
perchè adesso ci sia Chris Cornell al posto di Zack De La Rocha. Tutto questo in attesa
di terminare di scrivere e di veder ricominciare il taglieggio.

COME SI FA A SCONFIGGERE LA MAFIA?

Maledetta codardia...

postato da stone alle 16:23 | link | commenti (6)



lunedì, dicembre 19, 2005

il socialismo vince ovunque ormai (vedi Bolivia)... sarà così anche in Italia? io credo proprio di sì (ha fatto la scoperta dell'america!)...speriamo che questi nuovi leader, come dice Heimat, facciano davvero qualcosa di sinistra a favore dei più...e non dei pochi... 
postato da stone alle 11:13 | link | commenti (8)



domenica, dicembre 18, 2005

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martedì, dicembre 13, 2005

Anche Messina sceglie l'Unione. Cade un baluardo della destra

Ma siamo sicuri che abbia vinto la sinistra? A me il candidato sembra più di centro...DESTRA (visto il passato del suo principale sostenitore...cioè, Prodi...)

vabbè... in attesa del ballottaggio

postato da stone alle 12:18 | link | commenti (6)



domenica, dicembre 11, 2005

da oggi partecipo anche a questo blog (molto importante credo): www.ritapresidente.splinder.com

ci sono tantissimi blogger di tutto rispetto...tra questi Bartimeo, Personalità Confusa, Bestio, Broiolo ... spero di essere all'altezza...

ringrazio Antofu per l'invito che ho accolto con grande gioia...e speriamo, soprattutto, che l'eventuale elezione di Rita Borsellino serva a cambiare le cose in una regione, la Sicilia, martoriata dalla criminalità organizzata. Dal nome che porta sembra promettere bene... e intanto oggi si vota a Messina per il sindaco...

 

postato da stone alle 14:38 | link | commenti (5)



martedì, dicembre 06, 2005

05.12.2005
Ho vinto perché non ho promesso miracoli

La Borsellino magari vincerà a Palermo, ma la Sicilia è grande, è un'altra cosa; è una candidatura simbolica la sua, ma per governare questa regione ci vuole ben altro; la gente non ne può più di mafia e antimafia.
E invece, sorpresa: la Borsellino non solo stravince dappertutto, ma una spinta così alta alla partecipazione, a poca distanza dalle primarie nazionali, sta a significare che quella candidatura viene considerata da tutti una candidatura naturale, la candidatura giusta per cacciare definitivamente da Palazzo d'Orleans «Totò vasa vasa». Una candidatura nella quale si riconoscono le persone che non sopportano più un certo modo di fare politica.

 

Si aspettava un simile plebiscito?
«Avevo riscontrato in questo mese di campagna elettorale una grande partecipazione, in ogni posto della Sicilia, dalle grandi città ai paesi più piccoli. Questo mi aveva fatto capire che i siciliani, indipendentemente da quanto andavano dicendo certi osservatori, stavano prendendo molto sul serio questa campagna per le primarie portata avanti nel segno della discontinuità».

Perché discontinuità?
«Discontinuità, intanto, per il metodo. Era la prima volta che la politica andava incontro alla gente per ripartire dai territori, dai loro problemi che devono, invece, diventare grandi occasioni di sviluppo. Ma discontinuità anche per i contenuti. Nessuno ha fatto promesse miracolistiche, nessuno ha offerto futuri posti di lavoro. Proponevamo, semmai, di lavorare tutti insieme per cambiare questa terra. Ma la terza novità della mia candidatura sta nel fatto che per la prima volta una donna si candida alla guida del governo siciliano. Ciò significa sperimentare e valorizzare "il femminile nella politica».

Si aspettava che il tuo avversario, il professor Ferdinando Latteri, ottenesse un consenso così limitato?
«Il professore Latteri ha valutato positivamente il risultato perché la sua candidatura era sostenuta solo dalla Margherita, e nemmeno da tutta la Margherita. Credo comunque che quello dei siciliani sia stato un voto libero, anche libero dalle indicazioni dei partiti. In altre parole, non credo che abbia funzionato lo schemino in base al quale la gente votava secondo la sua appartenenza partitica. C'è stato infatti molto voto di opinione. Sin dal primo momento, avevo messo a disposizione la mia candidatura anche nel tentativo di recuperare alla politica tanta gente che, in questi anni, aveva avuto più di una ragione di malcontento per allontanarsene. Mi pare che il risultato abbia premiato questo sforzo».

Latteri potrà dare adesso un contributo a questa che diventerà la candidatura dell'intera Unione?
«Durante tutta la campagna elettorale abbiamo sostenuto che, una volta concluse le primarie, avremmo lavorato insieme all' interno dell' Unione. Nei cinque confronti che ho avuto con il professor Latteri, questa domanda ce la facevano sempre. E noi rispondevamo sempre allo stesso modo: con il massimo della disponibilità».

Si rende conto, che la sua è una candidatura altamente simbolica, fortemente evocativa, e, radicalmente alternativa, a quella di Cuffaro? Non pensa che stia cambiando in Sicilia il vento del 61 a zero?
«Io con gli aggettivi a spiegazione della mia candidatura, ci andrei cauta. Se ritenessi di essere solo un simbolo, non mi sarei candidata. Ho alle spalle un percorso che dura da tredici anni. Un percorso che ho sempre condiviso con i siciliani. Forse, anche in questo, i siciliani si sono riconosciuti dandomi fiducia. Hanno capito l'importanza di un processo che stavamo costruendo finalmente dal basso».

Le chiedevo anche di Cuffaro.
«Non è tanto una questione di nomi. Qui, in Sicilia, c'è un intero sistema da cambiare. Sistema di clientele, sistema di affari, sistema di collusioni con la mafia, sistema, insomma, che non mette più al centro la persona e i suoi bisogni, la Sicilia e il suo sviluppo. Penso proprio che il vento stia cambiando, non solo in Sicilia ma in tutt'Italia. Il berlusconismo e il cuffarismo non attirano e non convincono più».

Le hanno criticato per avere puntato tutto su questa contrapposizione mafia e antimafia.
«La considero una critica ingiusta. Io ho puntato tutto sullo sviluppo della Sicilia a partire dai comportamenti etici delle persone e della politica. D'altra parte, che la presenza della mafia sia invasiva nel tessuto sociale e politico della nostra regione, non lo dico io, ma lo provano le tante inchieste della magistratura. Fingere di non vedere, per proporre una versione edulcorata dei problemi della nostra terra, francamente mi sembrerebbe inaccettabile. C'è per esempio uno studio del Censis , che ha documentato come la presenza della mafia in Sicilia abbia provocato - a conti fatti - la perdita 180 mila posti di lavoro. Ecco perché non possiamo fingere di non vedere».

Il bello viene ora. Da oggi lei è la candidata dell' intera Unione. Inizia un'altra campagna elettorale, in cui gli avversari non risparmieranno colpi pur di indebolire il significato del tuo impegno.
«Lo avevo messo in conto sin dal primo momento. Però adesso so che in Sicilia la mia candidatura è stata accolta con molto favore. Quindi non sarò sola di fronte a queste nuove scadenze. Si tratterà di affermare, ancora di più, una nuova concezione della politica. Hanno detto, per esempio, che io scontavo una limitata conoscenza della macchina istituzionale. Dipende dai punti di vista. Abbiamo visto all'opera in Sicilia in questi anni molti esperti di macchine istituzionali, ma se i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti, mi chiedo a cosa sia servita questa esperienza e - soprattutto - dove ci abbia portato. Non ho altro da dire, se non che, da questo momento in poi, lavoreremo tutti insieme per cambiare definitivamente questa Regione, per darle la possibilità di svilupparsi come merita e come sa fare».

postato da stone alle 21:28 | link | commenti (10)











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